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I Comuni

Ischia

Il più grande dei sei comuni ischitani, vi accoglie nel porto borbonico, chiedendovi: “Cosa desiderate?” Se avete voglia di storia, allora è il caso di visitare la parte antica: Ischia Ponte, con la fortezza Aragonese, i musei, le chiese e i palazzi, simboli di antiche controversie tra nobili e pescatori; la baia di Cartaromana, che ospitò la cittadella romana di Aenaria (V sec. a.C.). Per lo shopping innumerevoli occasioni, specie nella mondana Via Roma; i piaceri della gola potrete soddisfarli, invece, sulla Riva destra del porto in caratteristici ristoranti o moderni american bar. Ma Ischia Porto è anche pinete nelle quali passeggiare, panorami da guardare, come quelli di Campagnano, del belvedere di Cartaromana, il Lido: una delizia per gli occhi e lo spirito.

Casamicciola Terme

La cittadina delle sorgenti, dell’argilla, del terremoto, che accolse illustri personaggi, mantiene ancora oggi una duplice identità: cittadina moderna, mondana, accogliente nella sua parte bassa con la rinnovata piazza Marina, il quartiere di Perrone, la mole del Pio Monte. Cittadina più semplice, legata alle tradizioni nella parte alta: piazza Majo e piazza Bagni; da qui salendo fin su all’Osservatorio Geofisico (‘900) si può abbracciare con lo sguardo tutto il litorale, vedere le vecchie residenze nobiliari. Immancabile una passeggiata fino all’antico cratere del Monte Rotaro, percorribile in tutta la sua circonferenza, in uno sfavillio di vegetazione, e magari imbattendosi in qualche fumarola tra gli alberi.

Lacco Ameno

Piccola, lenta, marinara: così si presenta questa cittadina, che è passata dall’arte della pesca all’arte dell’accoglienza per l’intuizione di un illustre milanese Angelo Rizzoli, che fece della Villa dell’Arbusto, che oggi ospita il Museo Archeologico di Pithecusa, la sua residenza. Lacco (l’aggettivo Ameno fu aggiunto solo nell’800) nacque come Pithekoussai, prima colonia greca in occidente; ed è qui che in ogni angolo, terreno o parracina sono state rinvenute testimonianze di una rigogliosa cittadina. Ma Lacco Ameno, protetta dalla sua torre Aragonese, è anche religiosità, ospita infatti la Basilica di S. Restituta patrona dell’isola, e ne rievoca il martirio ogni 16 di maggio. E poi i quartieri, le viuzze, il mare e il molo per una passeggiata all’imbrunire fin sotto il Fungo.

Forio

La cittadina delle torri, del Soccorso, delle chiese, dei vicoli saraceni; ma anche fertile, fiorito, gustoso e soleggiato: Forio. Cittadina animosa,ricca di storia, numerose le stratificazioni. Da sempre legata alle sue chiese, in particolare S. Vito e S. Maria di Loreto, simboli di aggregazione sociale e culturale, alle quali fanno da corollario numerose altre, site nei vicoli o su per le colline. Ma il sole che bacia questa terra, ne fa un luogo dalla vegetazione rigogliosa  che risplende in splendidi giardini, terra dal vino buonoe dai panorami mozzafiato, come quelli che si possono godere dal promontorio del Soccorso, da quello di Zaro, da Punta Imperatore o dalla collina di S. Maria al Monte. E poi le spiagge, incastonate in baie suggestive: Citara, S. Francesco, la Chiaia, Sorgeto.

Serrara Fontana

Il comune del monte e del mare! Si snoda dall’Epomeo, con la cittadina più alta dell’isola ovvero Fontana, fin giù al borgo marinaro di S. Angelo. Nella parte alta viuzze, case nella pietra, antichi sentieri, alla scoperta dell’isola contadina, e poi la passeggiata fin su al Monte Epomeo (789 mt), con l’eremo di S. Nicola. Chi preferisce il mare e la sua lentezza e un ambiente senza auto, non può che recarsi a S. Angelo: si inerpica sul fianco della collina, con le sue casette tipiche e i giardini; da qui basta poco, una passeggiata a piedi o in barca, per giungere alla spiaggia dei Maronti, con le sue fumarole, le terme di Cavascura incastonate nella montagna. E quando scende la sera un drink in piazzetta a guardare le luci e le lampare che creano nuove suggestioni. Barano Arroccato su per le colline questo comune, costituito da varie contrade quali Piedimonte, Buonopane, Testaccio e Fiaiano, è caratterizzato da numerosi sentieri. Sia che conducano giù verso il mare o su per le colline, e sono una splendida occasione per godere di un ambiente ancora legato alle tradizioni, che si esprimono attraverso antichi riti e danze, fra tutte la N’Drezzata. E poi gli innumerevoli scorci, i promontori che permettono di godere della vista di S. Angelo verso ovest o del Golfo di Napoli verso est, le grotte e le loro leggende, le baie raggiungibili solo via mare. Ma a Barano troviamo anche la spiaggia dei Maronti, le fonti di Nitrodi e di Buceto, le numerose cappelle sparse negli angoli più impensati, il museo Corafà.




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